La storia del bingo
Il gioco del Bingo ebbe origine nell’anno 1530, quando fu istituita una lotteria di Stato italiana, chiamata “Lo gioco del Lotto d’Italia”. Dopo circa un secolo, i francesi diedero vita ad un gioco simile costituito da una scheda con sopra una griglia di numeri per giocare.
Tuttavia, la prima vera versione del bingo comparve nel 1929 e fu inventata da un americano Edwin Lowe che era un famoso venditore di giocattoli a New York. Lowe, mentre si trovava in Georgia, aveva assistito e preso parte ad un gioco che derivava dal lotto chiamato “Beano”. Quando vinse, gridò ad alta voce “Bingo” e da quel momento tutte le vincite vennero proclamate con questa parola. I giocatori avevano delle cartelle con dei numeri stampati e per segnare i numeri estratti i giocatori ponevano dei fagioli secchi. La dinamica del gioco era pressappoco identica a quella del gioco del Bingo odierno, giacchè un banditore infilava la mano in un sacchetto e tirava fuori i numeri costituiti da dei gettoni di legno segnati dall’uno al novanta. Il primo a segnare tutti i numeri sulla sua scheda vinceva. Questo è stato il primo esempio di Bingo in stile lotteria, che non impiegò molto a divenire popolare in tutta Europa.
In realtà, la forte diffusione del bingo che conosciamo oggi si ebbe tra la fine degli anni ‘50 e l’inizio degli anni ‘60, periodo in cui si verificò l’introduzione della televisione. Quest’ultima, consentendo alle persone la possibilità di poter guardare film e spettacoli da casa propria, influì in maniera fortemente negativa sulla vendita dei biglietti dei cinema, obbligando in tal modo i gestori delle sale cinematografiche a doversi inventare una nuova attrazione finalizzata a richiamare la gente nelle proprie sale. Questa nuova attrazione fu costituita proprio dal Bingo, al quale fu attribuito il compito di richiamare la gente nelle sale cinematografiche. Inizialmente si decise di giocare a Bingo soltanto in determinati giorni della settimana, più precisamente quando non venivano proiettati i film. Tuttavia, nell’arco di poco tempo, i proprietari di casinò si resero conto che le serate dedicate al Bingo erano molto più popolari delle serate destinate ai film, per cui finirono col dedicare sempre maggior tempo al gioco, giungendo in alcuni casi addirittura con l’eliminare gradualmente i film. La trasformazione dei cinematografi in sale da Bingo fu un’operazione molto semplice, giacchè risultò sufficiente togliere gli schermi, installare l’apparato del bingo, rimuovere le sedie a file e aggiungere nuove sedie e tavoli.
Negli anni ‘60 e ‘70, il Bingo ebbe una grossa diffusione che riguardò tutto il paese. In sostanza ogni cittadina aveva almeno una sala da Bingo. La sua popolarità crebbe in maniera esponenziale perchè non si trattava esclusivamente di un gioco legato ai numeri. La gente, infatti, si rese presto conto che recarsi presso le sale adibite al Bingo era diventato anche un modo per socializzare, mangiare e bere qualcosa, per ritrovarsi e scambiare quattro chiacchiere.
Il gioco del Bingo si è rivelato più volte uno strumento adatto a finanziare opere importanti, si pensi ad esempio alla costruzione della Muraglia Cinese realizzata con i proventi del Keno, un gioco simile al Bingo.
Il riferimento al Bingo dei giorni nostri impone una considerazione: anche se i bingo club hanno lottato per attirare folte schiere di persone che li hanno frequentati nei loro giorni migliori, è indubbio che una nuova generazione di giocatori di Bingo online sta nascendo e con loro, il vecchio gioco viene confinato in una nuova fase della sua lunga storia.



